Pensieri e riflessioni dalla voce dei protagonisti
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18 - Silvia Noventa (11/11/2018)

E' difficile riassumere in 10 righe il Camp, infatti ci ho messo un bel po' di tempo per scriverle e mi scuso del ritardo. 
Sono stati 3 giorni molto intensi non solo per i contenuti teorico-pratici ma anche e soprattutto per le esperienze condivise e le emozioni provate: dalle mie compagne di stanza, che virtualmente abbraccio, alle relazioni del doc Vasta che mi hanno insegnato la giusta integrazione e a capire il ruolo dell'insulina durante l'attività fisica, alle esperienze di Cristian, macchina da guerra a cui ho deciso di ispirarmi per portare a termine gli obiettivi che mi sono prefissata. 
Ho imparato a non temere troppo l'ipoglicemia durante l'attività fisica, che sbalzi glicemici possono capitare e non devono spaventare; che noi atleti con il diabete siamo atleti come gli altri, forse più motivati, con alcune accortezze in più. 
Un grazie ad Andrea Verzura per avermi invitato e a tutti gli organizzatori, bravissimi! Aspetto con trepidazione il prossimo Camp! 

Se dovessi riassumere il tutto in uno slogan direi: "Oltre il diabete"

Silvia Noventa

17 - Fabio Salvietti (07/11/2018)

Eccomi anche se un po’ in ritardo.
Il Camp su di me ha un effetto rigenerativo!!
Mi riempie di energia e di positività anche se, come spesso mi capita quando torno a casa, piano piano svanisce e torno a compiere i banali errori di sempre, primo tra tutti quello di non allenarmi con costanza... Stavolta cercherò di cambiare questa tendenza, grazie alla forza e alla determinazione che ho ritrovato in molti di voi.
Grazie a tutti e ci vediamo alla mezza di Brescia!!!!

Vamossss

16 - Alessandro Brondi (07/11/2018)

Carissimi compagni di avventura,

volevo inviare anche le mie riflessioni come nuovo componente del gruppo C&D alla prima esperienza nel camp T1O.
Da tempo seguivo il sito ciclismoediabete.it e leggevo programmi e resoconti delle attività organizzate, ma non avevo mai partecipato a nulla in prima persona. Sono quindi arrivato ad Abano Terme senza sapere cosa mi aspettava, con molto curiosità e voglia di imparare e di migliorare.
Arrivato ad Abano ho scoperto che la maggior parte dei partecipanti era già molto affiatata, ma sono stato immediatamente accolto alla grande e fatto subito sentire parte del gruppo, coccolandomi anche per la "perdita" della mia amata mtb lungo il viaggio.
La mia gestione del diabete è sempre stata buona in questi anni, ma al camp ho scoperto di utilizzare strumenti di controllo e di terapia "preistorici": essendo uno dei pochissimi senza sensore e utilizzatore ancora della Lantus...
In effetti negli ultimi anni, dopo che il mio diabetologo era andato in pensione, avevo continuato con gli strumenti e la solita terapia praticamente in autogestione.
Al camp mi si è quindi aperto un mondo di novità, che ho subito colto, insieme ai preziosi consigli dei docenti e alla condivisione delle esperienze degli altri partecipanti.
Tornato a casa ho preso contatto con una nuova diabetologa e ho già iniziato ad utilizzare (con grande soddisfazione!) da una settimana il Freestyle e la Tresiba.
Ho anche visto su internet che c'è un sacco di documentazione su come costruirsi un pancreas artificiale e visto che di lavoro mi occupo di software in ambito sanitario ci ho fatto un pensierino... ma poi ho lasciato perdere, non ho più l'età...
Oltre a queste novità sono tornato a casa con tantissimi nuovi amici e non vedo l'ora di partecipare al prossimo appuntamento!
Dimenticavo... Durante i tre giorni abbiamo fatto delle bellissime escursioni in MTB sui colli Euganei con l’affiatatissimo gruppo delle ruote grasse: dopo poche pedalate sembrava che fossimo sempre andati in bici assieme.
Complimenti alla cellula veneta per un'organizzazione assolutamente perfetta, non è mancato assolutamente nulla, grazie di tutto.
Ciao a tutti e a presto

Alessandro Brondi

15 - Elisa Basso (07/11/2018)

E’ stata un’altra bellissima esperienza. Come sempre il camp mi regala la sensazione di un pit stop di formula uno. Ci si ferma, si fa il pieno, si cambiano le prospettive di approccio e si riparte, con mille nuove idee, con nuovi obiettivi e con tanta voglia di migliorarsi sia dal punto di vista atletico che metabolico. Anche questa volta mi porto a casa il concetto del “fare” … metabolizzo consigli e insegnamenti dei miei compagni di allenamento (P.S. caro Diego Franceschini spero di non spiaccicarmi ... ma sto mettendo in pratica 😀…) e riprendo con più cura la conta ei carboidrati e i normali accorgimenti di una sana alimentazione (Propongo per Monica un generale SANTA SUBITO!) Riguardo quando visto con Mario ed Elena (STRAORDINARI!!!!!)  … e torno in bici e a correre con nuova consapevolezza e più caparbietà.. Ringrazio Andrea Guerra per il suo immenso impegno, Cristian per il supporto nonostante i suoi impegni e tutto il gruppo padovano … mi sono divertita tanto a dare il mio contributo. Ringrazio anche tutti i partecipanti vecchi e nuovi perché anche questa volta è più quello che ho ricevuto di quello che ho dato. Alla prosssiiiimmmaaaaaaa

Elisa

14 - Cristian Agnoli (05/11/2018)

Anche da “ospite” e “mentore” mantengo l’impegno verso le 10 righe pur potendo semplicemente linkarvi a www.diabetenolimits.com e www.diabetenolimits.org dove trovereste tutto ciò che penso, dico e faccio da anni, inclusi errori, ripensamenti e cambi di prospettiva.
La mia partecipazione a singhiozzo mi ha permesso di vivere solo in parte il camp, ottimamente promosso e gestito.
Complimenti dunque alla cellula veneta: l’impegno profuso sicuramente ha ripagato delle immani fatiche.
Ora so che mi capite un po’ di più e siete meno severi su qualche mio aspetto caratteriale apparentemente spigoloso.

Auspico che i messaggi, anche quelli più arditi (visione glucocentrica vs visione di performance, defensive eating vs performance eating etc etc.) siano passati e piano piano metabolizzati nella testa e nelle viscere dei partecipanti atleti (reali, ex, sedicenti o potenziali): alla fine resta comunque un percorso personale, su cui non c’è benedetta tecnologia, competente medico o empatico consigliere che tenga. 

E dove il compenso preesiste, attinge e sopravvive alla pratica sportiva!

Serve a prescindere una “corazza” di conoscenza e consapevolezza, e questi camp a questo dovrebbero servire, altrimenti si diventa succubi di tutto, non solo delle quotidiane attenzioni che la patologia cronica #ditipo1 comporta, ma di qualsiasi cosa ci giri intorno: siano esse promesse di guarigione o di portentosi strumenti terapeutici con fenomenali algoritmi che fanno tutto per tuo conto, siano cibi, cani o calze per diabetici, oppure trattarsi di velate o esplicite allusioni alle inevitabili complicanze, allo stress ossidativo, alle neuropatie, insomma al ricordarci continuamente che “dobbiamo morire” (e se siamo diabetici di tipo 1 in multiiniettiva probabilmente qualche settimana prima di chi usa il microinfusore parrebbe …. e sicuramente tutti prima dell'immortale Andrea Guerra!) 

E mo’ me lo segno! (cit.)

Keep Calm and … Occupy Diabetes!

Ps per Stefano Cucchiari: i gg di raccolta dati, ahimè, erano "solo" …. 203 😉

13 - Enrico Guazzo (04/11/2018)

Prima di partire non sapevo assolutamente quanto poteva essere motivante l’esperienza al camp.
Decisiva fu la telefonata con Andrea Guerra, mi strappò subito un secco SI, era troppo ghiotta l’occasione.
Avevo deciso di partecipare con la mentalità giusta, modalità spugna, volevo assorbire ogni esperienza e lezione.
Molto interessanti le conferenze, sopratutto le strategie di integrazione, finalmente ho potuto ascoltare doc Vasta.
Fantastico potersi sedere a tavola con altri T1, aiutarsi col carb counting in buona compagnia.
Arrivavo da un periodo in cui avevo corso veramente poco(più concentrato sulla palestra),al limite per chiudere decentemente gli allenamenti svolti assieme, mi sono comunque tornati molto utili e ho conosciuto ragazzi che mi hanno saputo dare ottimi consigli.
Tirando le somme porto a casa due grandi insegnamenti:

- tenere un diario metabolico per tracciare evoluzioni sul piano sportivo e clinico
- sovrastare la malattia, non cadere in paranoia per il semplice valore glicemico(mentalità glucocentrica direbbe Cristian XD)

Due concetti che sembrano fare a cazzotti, mentre per il T1 sono due binari stranamente paralleli.

12 - Massimo Ranica (29/10/2018)

Carissima Ilenia, voglio condividere con tutto il tuo gruppo queste brevi riflessioni sulla mia esperienza al Camp Type One Only. Ho vissuto altri Camp in passato, l’ultimo in Toscana nel 2015. Da allora, personalmente, ho attraversato un periodo molto difficile sul piano personale e ho dovuto farmi aiutare…….parlare di depressione e di ricovero in clinica è forse più difficile che parlare di diabete…..Detto questo, sto molto meglio ora e faccio tesoro degli errori del passato. Pietro Pesenti mi è stato vicino e quando mi ha proposto di partecipare al Camp ho colto subito l’opportunità per riaprire un contatto e un dialogo con coloro, medici, dietisti, sportivi ecc. da cui tanto ho imparato. Come ha detto bene Mario Vasta, quando si partecipa a momenti di formazione, molte cose sono già state acquisite, ma poi basta quel lampo, quella frase, quel concetto che ti porta a riflettere e a migliorare. Quindi, rispetto per tutti e tutte le figure professionali e per quanto mi riguarda, avere il senso del limite e non voler essere dei “tuttologi” che equivale ad essere dei ciarlatani. In questi anni ho avuto la possibilità di approfondire molto il tema dell’alimentazione e delle risposte ormonali del cibo e come affrontarle al meglio. Lo ritengo un bagaglio culturale enorme. Ma io faccio il fisioterapista e, farlo bene, mi basta e avanza. Ovviamente aver conosciuto il Diabete di tipo1 mi ha aperto un altro scenario. Il controllo della glicemia come prevenzione del diabete “classico” ( mi si perdoni la licenza), ha bisogno di una “calmierazione” differente di fronte al diabete di tipo 1. E di questo ve ne sono grato .Ho portato un piccolo contributo professionale a fronte di tante cose che ho acquisito. Un abbraccio di cuore e, se non vi sono stato di peso, sarò ben contento di essere ancora tra voi nei prossimi eventi.

Massimo

 

11 - Luca Michielotto (29/10/2018)

Cari ragazzi e compagni di corso Padovano,

anche se in ritardo, ho il piacere di scrivere una sintesi, anzi poche parole, relative ai 3 gg trascorsi insieme a Monte Ortone, Pd.

I miei ringraziamenti sono in primis ad Andrea Verzura che mi ha invitato all’evento, a seguire a tutta l’organizzazione e a voi diabetici, diabetici per modo di dire.

Conoscere tutti Voi mi ha regalato da subito una nuova energia, gioiosa felice e solare, solare anche nella competizione, ascoltare le tante prove ed analisi fatte dal saggio Mario,  conoscere Monica e la sua solare espressione, sentire le tante impossibili imprese dello straordinario marito “l'omo bionico“ mi ha arricchito e tranquillizzato.

Credetemi, per me tutto ciò è uno stimolo, stimolo per migliorare giorno dopo giorno in tutti quegli aspetti, modi e routine di vivere il diabete  e che pensavo di conoscere…”praticamente poco".. insomma raga tanta roba l’evento.

Monica, che incontrerò nei prossimi giorni per approfondire e reimpostare la mia nutrizione specie in pre e post esercizio fisico, è una conferma, come è l’aver fissato un incontro con la Dottoressa Bruttomesso per poter attrezzarmi di un Eversense così poi da sapere bene cosa dicono le freccette … per dire la mia al prossimo evento aaah.

L’incontro mi ha rafforzato sia psicologicamente che fisicamente specie nel vedervi tutti molto atletici animati ma soprattutto sani e determinati.  

Basta! Meglio chiudere qui altrimenti annoio.

Chiudo con un sorriso e con la speranza di rivedervi tutti presto, non tanto a fare maratone estreme.. scalate delle Alpi Svizzere.. giri del mondo a piedi, o passeggiare per 800 km a Santiago di Compostela, ma per godere e gustare del Vostro modo felice di vivere la vita ed il diabete.

Grazie a tutti un abbraccio,

Luca Michielotto 

 

10 - Ilenia Favero (28/10/2018)

A Gabicce Mare l'anno scorso lanciai l'idea di riprendere il Camp e tutto iniziò da lì.

In tutti questi anni di Camp fatti con l'immenso "Presidentissimo" e tutto il gruppo DNL e C&D mi hanno permesso di vedere con occhi diversi quella che io pensavo essere una condizione limitante e inibente e il condividere tempo, sport, amicizie, fatiche e pensieri mi ha migliorato negli anni "guarendomi" dalla sindrome della beta cellula impazzita.

Era giusto continuare a condividere i nostri incontri con gli storici runners & bikers ma nello stesso tempo divulgare il "tantaroba" pensiero ai nuovi "Type 1 Only", attraverso Ciclismo&Diabete supportati da Andrea Guerra, Emanuele e Marco siamo riusciti a farlo ripartire.

La squadra di lavoro a poco a poco si è fatta più fitta, tra tutti noi l'immediatezza e la complicità è stata istantanea, e questa non è cosa comune.

Nel gruppo la quota rosa ora numerosa a differenza di qualche anno fa... i medici sono rimasti dei nostri, diventati fondamentali nei Mario, Monica e Maurizio con brillanti new entry in Elena e Massimo, e nell'attesa dei vent'anni cercheremo di non farceli scappare!

La reale e prorompente intenzione del Camp era di tornare a casa con un arricchimento di qualsiasi stato, forma o contenuto; il vivere di rendita per un giorno, settimana o mesi, condividere la passione per l'attività di endurance, divertir si facendo sport usando la testa sbagliando, riprovando, imparando e capendo, tornare carichi di beta cellule positive.

Ho fatto mia la convinzione che siamo fortunati, molto, potevamo non esserci e non conoscerci, ma sarei rimasta limitata e spenta.

Un grazie alla compagine padovana, dal ritrovo fra amici a tutte le fatiche profuse.

A presto

Ilenia

 

9 - Sergio Chiapinotto (28/10/2018)

Dieci righe...sono poche per poter descrivere tutto quello che ho provato nei tre giorni trascorsi assieme ad amici e compagni sportivi con i quali condivido lo stesso problema: il diabete.

è stata una bellissima esperienza che mi auguro di poter ripetere ancora. Sono rimasto molto soddisfatto delle lezioni svolte in aula dal medico e dalle dietiste, grazie alle quali ho potuto aumentare ancora di più le mie conoscenze relative alla gestione del diabete e all'attività sportiva.

Conoscere amici nuovi che come me praticano il ciclismo su strada e potermi confrontare in merito alla gestione delle glicemie prima e dopo l'allenamento è stato molto importante.

Faccio i complimenti a tutti voi organizzatori per aver dedicato sicuramente molto tempo all'organizzazione di questo campo e da parte mia vi dico: "grazie di tutto!".

Mi auguro di rivederci al più presto al prossimo campo scuola.

Saluti.

Sergio Chiapinotto

 

8 - Marco Nodale (27/10/2018)

Per me è sempre un piacere  incontrarsi  pedalare correre assieme a tutti voi.

Ho partecipato  in più occasioni a dei Campi scuola  ed ogni volta ho arricchito le mie nozioni  sulla mia gestione  in tutte le situazioni  sportive

rispetto alle prime  volte  in qui correvo  senza  questa consapevolezza che ho acquisito  . 

Voto 10 non mancava proprio nulla  neppure il dislivello  

Grazie  alla prossima 

Nodale Marco 

 

7 - Marco Marelli (25/10/2018)

Partecipo all’ennesimo Camp con la consapevolezza di uscirne arricchito di contenuti che mi aiuteranno a gestire il mio cronico compagno di vita, tante cose le ho già sentite ma rinfrescarsi la memoria ed ascoltare Mario Vasta non fa mai male ed infatti ne esco soddisfatto per avere le idee più chiare rispetto a processi metabolici nello sport di endurance ed alle aspettative per quanto riguarda i nuovi strumenti per la misurazione delle glicemie. Anche questa volta l’aspetto conviviale è di complicità e divertente, mi fa sempre piacere incontrare e confrontarmi con gli amici di DNL e C&D e vedo con piacere che ad ogni Camp arrivano nuove persone (spero diventino nuovi atleti). Ringrazio tutti i ragazzi che hanno organizzato il camp offrendoci  un servizio ben organizzato e puntuale. 

Ciao a tutti alla prossima

 

6 - Stefano Cucchiari (24/10/2018)

Se non fosse per il Fartlek Keniano del dott. Vasta che mi ha massacrato, direi che le 10+ righe sono la parte più difficile del Camp, comunque ci proviamo…

Aspetti sportivi

Del Fartlek Keniano vi ho già detto, quello che però non ho detto è che l’ho corso con un passo medio che è passato dai 3:33 min/km della prima ripetuta ai 4:08 min/km dell’ultima con una variabilità alta, ma non eccessiva vista la condizione e con un passo molto più lento del dovuto nei recuperi. Cadenza media sui 170-175 bpm abbastanza costante e frequenza max di 167 bpm. Frequenza che poi è stranamente aumentata invece che scendere nell’ultima parte del defaticamento arrivando fino a 181 bpm (…solo deriva, non ne avevo davvero più, fascia cardio non affidabile o cosa?).

Comunque il Fartlek ha fatto il suo lavoro di pulizia del carburatore, visto che nel Progressivo del giorno successivo non ho avuto grossi problemi ad aumentare il passo. Ero partito per scendere di 30’’ circa ad ogni lap ed il risultato è stato il seguente: 6:38 min/km nel riscaldamento, 5:53 min/km nel primo lap di 10’, 5.34 min/km nel secondo lap anch’esso di 10’ e 4:52 min/km nel terzo e molto più corto lap di circa 4’.

La domenica poi ho retto abbastanza bene anche nel lungo finendo in tranquillità. Il “time in zone” riportato dal Fenix parla però del 46% in Z4 contro un 47% complessivo in Z2-Z3, così anche in considerazione del fatto che buona parte del percorso era in salita, per come mi sentivo mi è sorto un dubbio: “…le zone che uso saranno davvero corrette.. per me.. adesso?”

Unico rammarico: non aver portato la bici.    

Aspetti didattici

Tutti gli interventi sono stati molto interessanti, alcune cose le conoscevo dalla precedente esperienza DNL e le avevo già sperimentate su me stesso in questi anni, ma il dott. Vasta trova sempre il modo di aggiungere qualcosa che mi colpisce. I grafici erano molto chiari e l’esempio dell’esperienza sul campo durante Cronoscalata Cantiano-Monte Catria molto significativo.

Notevole è stata anche la sintesi sulle tecnologie della dott.ssa Bruttomesso, finalmente ho capito bene perché anche il migliore dei pancreas artificiali non potrà mai eguagliare quello che non funziona più, è un problema di posizione… ;-)

Ascoltando poi la dott.ssa Gamarra, mi sono rammaricato di non esser stato al DMC Trail Running  perché mi sarebbe piaciuto contribuire al lavoro presentato, anche se, viste le foto, probabilmente avrei ancora nelle gambe la pioggia e la fatica di quella giornata.;-)

Dell’intervento del “Prezidentizzimo” infine, a parte la voce del giornalista svizzero e il panorama dal balcone del Doc, la cosa che soprattutto mi è rimasta è quel numero “208” (..me lo sono sognato?) di giorni di preparazione e monitoraggio continuo che lo hanno poi portato al raggiungimento della prestazione. La determinazione e la costanza fanno la differenza, ma quelle non si insegnano. ;-)

Aspetti metabolici

Ho riesaminato e completato (..anche se non dovrei dirlo) il diario con i dati dello scarico del PDM e qui ci sono le note dolenti.

Scuse

1. Sensore poco stabile: la prima notte ho dovuto fare una taratura consistente, per tutto il we ha mostrato un certo disallineamento rispetto ai valori di misurazione capillare finché domenica mattina mi ha lasciato poco dopo colazione. Però non regge e devo ammettere che a correre a sensazione alla vecchia maniera mi sono divertito di più e seguendo le poche regole base d’integrazione tutto è andato meglio di quanto mi aspettassi. ;-)

Errori: 

1. Venerdì mattina in vista del lipidico dopo una notte in IPO (virtuale) ho preso una fiala di glucosprint ed abbassato la basale. Poi non ho nemmeno corso. Risultato IPER tutta la mattina.

2. Nei pasti ho cercato di “lavorare al contrario”, trovare cioè nel buffet i componenti del mio solito pasto e prenderne la quantità che mangio tutti i giorni. Sembrava facile, ma qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto.

3. Le riduzioni della basale hanno coperto abbastanza bene la tendenza alle IPO notturne o durante le attività, ma probabilmente hanno poi creato scompensi successivi di cui non ho ben tenuto conto al momento del bolo.

Conclusioni

Si sono ripetuti pattern che mi sono noti e che pensavo di aver superato: rapida salita della glicemia dopo colazione con stabilizzazione su valori alti fino alla tarda mattinata, forte discesa nel tardo pomeriggio sia in presenza (in questo caso più marcata) che in assenza di attività fisica e calo lento, ma inesorabile, durante la notte.   

Aspetti sociali

Il posto è incantevole, i percorsi per le attività sono stati interessanti e la compagnia sempre piacevolissima. Lo scambio di esperienze (positive e negative) e la sensazione di “non essere solo” sono forse le cose che mi rimarranno più a lungo e mi saranno di aiuto fino al prossimo appuntamento insieme.

Un abbraccio forte va al mio compagno di stanza e di corsa e i complimenti a tutti i ragazzi dell’organizzazione per la cortesia, la disponibilità, la premura ..al limite dell’ansia ;-) nel rispetto dei tempi, dimostrate in ogni momento.

 

5 - Marco Mandes (22/10/2018)

Ciao a tutti,

invio i dati raccolti durante il camp.

Dopo questi splendidi giorni passati insieme, posso dire di aver, per prima cosa avuto l’onore di conoscere molte persone nuove, con passioni e discipline sportive diverse.

Il mio bagaglio culturale sugli aspetti sportivo metabolici, è cresciuto, grazie ai consigli dei medici in primis, ma anche grazie a tanti piccoli spunti e consigli di tanti amici incontrati.

Ringrazio tutto lo staff per l’impegno e la dedizione per realizzare questa attività..

Un saluto e a presto Marco Mandes

 

4 - Maurizio Zoz AKA Zorro (22/10/2018)

10 Righe da………………………..Maurizio Zoz

Nuova location, vecchi amici ma soprattutto nuovi giovani amici ed amiche pronti a mettersi in gioco ed ad approfittare della mille occasioni di crescita, sportiva culturale umana e tecnologica offerte nell’ambito di questo nuovo T10o Camp.

A distanza di due anni dal nostro ultimo incontro, questo splendido staff padovano/vicentino ci ha accolto, in una location straordinaria ai piedi dei Colli Euganei, niente meno che in un antico convento/seminario dotato nelle sue ex “celle”, di meditazione e preghiera, di ogni confort.

Tre giorni passati alla grande riprendendo ed apprendendo nuove informazioni sulla gestione metabolica, sulla gestione glicemica e sulle integrazioni richieste dalle nostre amate attività sportive.

Giornate passate anche a svolgere suddette attività in un contesto collinare unico e sorprendente, nonché ciliegina sulla torta, un succoso incontro con la dott.sa Bruttomesso sulle nuove tecnologie al servizio del diabete. Un pancreas artificiale che con le nuove tecnologie si interfaccia, con il microinfusore ed il sensore glicemico continuo, facendo si che la insulina si adegui al trend glicemico, interrompendone l’erogazione in caso di tendenza alla ipoglicemia o rilasciandone in caso di iperglicemia.

Ed infine la “Bomba”, tra venti anni il diabete sarà sconfitto.

Io lo spero soprattutto per i giovani che attualmente ne sono colpiti fin in tenera età.

Un grande ringraziamento ed un abbraccione/bacione a tutti i presenti, anche questo Camp è stata per me l’occasione di rivedere i vecchi amici e conoscere di nuovi, tutti determinati nell’affrontare i nostri amati sport nella piena consapevolezza della migliore terapia e gestione diabetica.

A prestissimo.

Zorro

 

 

3 - Marco Bianchini (19/10/2018)

Quando a settembre 2017, al conviviale C&D di Gabicce, Ilenia, Emanuela e lo zio Frank ci proposero di riorganizzare un Camp che desse continuità all’ottimo format “made in DNL”, non avevo dubbi sul buon esito della cosa. 

Ma oggi sono davvero strafelice, perché oltre ad aver visto la rinascita dell’evento che, per qualità della formazione e per capacita di “cementificazione” e crescita del gruppo, e’ stato per C&D la pietra miliare degli ultimi sette anni, ho visto anche un po’ del bel futuro che ci attende. L’entusiasmo della “super(beta)cellula veneta”, nella quale le qualità dei singoli  hanno esaltato l’impegno del gruppo, mi fanno infatti pregustare nuovi eventi, nuove sperimentazioni e nuovi stimoli, di cui anche la bella “famiglia C&D” ha sempre bisogno.

Quanto alla parte formativa, quest’anno mi ha colpito soprattutto lo spostamento copernicano della lancetta dalla visione “glucocentrica” a quella “prestazionale”, con tutto ciò che ne consegue in punto di approccio alla gestione delle integrazioni; se mi sento un atleta, e’ logico, ragionevole e legittimo che il mio obiettivo sia il migliorarmi, e che il valore glicemico del momento non venga visto e trattato come una palla al piede, pur con tutte le attenzioni e consapevolezze del caso.

Alla fine della fiera, dunque, i due hashtag di giovedì sera sono veramente illuminanti... #mindfirst ed #occupydiabetes !

E comunque, anche ad Abano si è toccato con mano che #C&D+DNL=tantaroba !!!

A presto !

Marco VdB

 

 

2 - Andrea Guerra (18/10/2018)

10 righe da … CAMP T1o: Dopo averlo riguardato con accuratezza, condivido il mio diario, tornando a casa corroborato dallo speciale ritiro nei colli Euganei e, sopratutto, da sani incontri con vecchi e nuovi atleti melliti.

Relazioni sane e consolidate, dove non prevalgono paure o sofferenze, concorrono a dare la migliore terapia.

Sono oggi veramente soddisfatto di aver ritrovato Ilenia, Andrea, Franco, Elisa, Emanuela e di aver visto in loro una completa guarigione, arrivata già prima del CAMP, nel momento in cui hanno deciso di mettere gratuitamente a disposizione dei nuovi la propria esperienza.

A questi ultimi, i nuovi, auguro di cuore che possano fare la stessa strada percorsa dai vecchi e che, solo avendo km e km sulle gambe, possano poi con un sorriso scuotere la testa a “promesse bruttomessiane”, consapevoli che l'aspettativa è nemica della felicità e che quest'ultima si può trovare anche nel presente.

Certo il gioco è duro ed è pesante mantenere il quotidiano controllo, tenendo sempre quella necessaria accuratezza di visione d'insieme, più importante della (anche da me tanto) ricercata accuratezza (MARD) del solo dato glicemico. Gli effetti del CAMP piano, piano sfumeranno, il gravoso quotidiano riprenderà per tutti il sopravvento e, con il quotidiano, la malattia debellabile che si cela dietro il diabete, da cui oggi molti di noi fortunatamente sono guariti, seppur non immuni da ricadute.

Ci sono tuttavia dei rimedi. Basta rivedersi con un athletamellitus vicino a casa, pedalare o correre insieme a lui oppure, più semplicemente, leggere quello che scrive uno di noi su www.ciclismoediabete.it o su www.diabetenolimits.com o, ancora meglio, partecipare ad un evento sportivo e poi raccontarsi senza timori scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e così riconquistando di nuovo quell'adeguata copertura vaccinale raggiunta la scorsa settimana al “CAMP T1o” di Abano Terme.

San Giustino, li 18 ottobre 2018.

 

1 - Andrea Verzura (18/10/2018)

Ciao Amici!

non so scegliere: è stato più bello farsi coinvolgere o preparare l'evento? Viverlo o portarsi a casa i frutti? Non voglio fare una classifica perché sono felice così. Mi restano un periodo intenso nella preparazione, un camp dove mi sono sentito vivo, e un ritorno a casa carico di aspettative.

Ho ricevuto molto in questi anni e se dovessi ringraziare per tutti i mattoncini che ho ricevuto, dovrei riempire una pagina.

il frutto "gestionale" di questi giorni è che le scelte fatte devono essere portate in fondo, valutate alla fine. Non devo avere fretta, devo fidarmi del ragionamento fatto, della scelta presa e vedere se era corretta senza correggere in corsa. Meno ansia e più stabilità, ci sto provando.

La condivisione delle fatiche è stata spontanea e gradevole, davvero proprio una bella sensazione.

Ilenia, Elisa, Manuela, Frank, Francesco, Davide, Alessandro, Mario, Cristian, Andrea, Monica, Vera, Luca; Emiliano, Massimo, Patrizia, Raimonda, Silvia .... a tutti devo un grazie per un momento o per interi giorni, per uno spunto o per vere rivelazioni! Ognuno ha aggiunto qualcosa, ognuno ha rinunciato a qualcosa: questo è stato l'esercizio più notevole.

Il frutto "atletico" è stata la spinta a riprendere senza lasciarmi andare (mi ero proprio fermato). ok Issimo, mi ricompro un cardio.

 

Ho pensato Cristian come ad un SOLIDO: con degli spigoli si, ma anche concreto e tangibile. Ci si può appoggiare e non si cade, ci puoi sbattere contro e non si sposta...ma ci puoi salire sopra e ti permette di vedere più lontano (ispiratore)

Ho pensato ad  Andrea come ad un GAS: se lo lasci libero tende ad occupare tutto lo spazio disponibile.(col briefing metabolico)... ma puoi comprimerlo (e accetta la cosa senza drammi) (resiliente)

ho pensato a me come ad un LIQUIDO che prende la forma del contenitore (in camicia bianca o con le crocs, pedante o buffone) senza cambiare natura.